L'allevamento

Per i Veneti antichi l'allevamento del bestiame era un'attività molto importante.
Allevavano soprattutto mucche, buoi, pecore, ma anche cavalli, capre, maiali e galline.
Sulle mucche venete, lo scrittore latino Columella (I secolo d.C.) scrive:

"Le mucche altinati (della zona di Altino), sono le migliori per gli usi agricoli: esse sono di piccola statura, danno latte abbondante e , perciò, allontanati da loro i vitellini appena nati, la loro generosa prole (=figli) viene nutrita da altri petti".
Questa fonte scritta ci dice che i vitellini venivano allattati da altri animali e il latte delle mucche veniva utilizzato dagli uomini.

I buoi e i cavalli venivano utilizzati anche per aiutare gli uomini a lavorare nei campi: trainavano i mezzi agricoli, aratri e carri.
Le pecore venivano allevate per le loro carni, per il latte, ma soprattutto per ricavarne le lane che servivano per fare i tessuti .
È ancora Columella che ci dà notizia di quanto fossero apprezzate le pecore venete: "I nostri ritenevano che le pecore di Mileto, della Calabria e di Puglia fossero le migliori; ora invece sono ritenute migliori quelle galliche, e tra esse in primo luogo le altinati (della zona di Altino)".
I maiali erano allevati allo stato semibrado (=quasi libero) nei boschi e nelle foreste dove crescevano spontaneamente alberi di ghiande, frutti di cui si nutrivano i maiali. 
Strabone,  storico e geografo greco vissuto nel I secolo a.C., racconta che "…i maiali venivano scambiati in grande quantità con altra merce…".

L'allevamento continua...


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