La ceramica

Per ottenere la ceramica i Veneti antichi cuocevano l'argilla che trovavano lungo le rive dei fiumi.
Da quanto ci risulta, cuocevano l'argilla in forni che, inizialmente, erano a "cielo aperto", cioè gli oggetti da cuocere venivano coperti di legname e altri vegetali secchi e poi veniva appiccato il fuoco, che lentamente faceva bruciare il combustibile.

Successivamente, i Veneti perfezionarono la tecnica di cottura: costruirono dei forni, scavando una fossa nel terreno e innalzando una copertura di sassi e argilla e sistemando il materiale, che veniva bruciato per produrre il calore, separato dagli oggetti da cuocere.

Con la ceramica gli artigiani Veneti costruivano soprattutto vasi che, inizialmente, venivano modellati con una tecnica detta "colombino". Formavano un abbozzo di vaso sovrapponendo a spirale un cordone di argilla molle, poi portavano il vaso alla forma voluta facendolo ruotare a mano su qualsiasi tipo di appoggio.
Più tardi, venne introdotto l'uso del tornio, una scoperta che semplificò la lavorazione dell'argilla, permettendo agli artigiani di modellare vasi di forma regolare. Mettevano l'argilla da modellare su un disco, che serviva da base di appoggio, posto su un perno o su un'asse.
Con un contrappeso, chiamato volano, facevano girare velocemente il disco e quindi potevano modellare il vaso con le mani.

Una volta costruiti, i vasi venivano decorati con varie tecniche: con motivi impressi, incisi, graffiti, a rilievo o dipinti. 
Terminata la decorazione, i vasi d'argilla venivano cotti nei forni e ne uscivano vasi in ceramica.