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La filatura e la
tessitura |
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Le donne venete erano capaci di filare le lane e le fibre vegetali e di tessere, poi, i tessuti.
Il filo usato per tessere era ricavato sia dalla lana delle pecore e delle capre che allevavano, sia dalla fibra di lino, o di altri vegetali, che coltivavano.
Per prima cosa lavavano, sgrassavano e cardavano (=pettinavano) i peli di animali, come la lana delle pecore e delle capre, oppure mettevano a macerare, o seccare, le fibre vegetali come il lino. |
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Poi prendevano la rocca, una lunga asta che terminava con una parte più grossa, dove mettevano la conocchia cioè una quantità di lana, lino o altro.
Sul fuso, che era un bastoncino di legno, arrotolavano il filo, ricavato dalla conocchia tirando il blocco di lana con le mani.
All'estremità inferiore del fuso infilavano la fusaiola, un piccolo "blocco" di terracotta forato al centro, che faceva ruotare il fuso in modo regolare.
Sul rocchetto avvolgevano il filo, dopo averlo districato e pulito con pettini di corno.
Con il telaio lavoravano il filo e ottenevano così il tessuto. |
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Fissavano i fili dell'ordito (quelli verticali) sul paletto superiore del telaio e, per tenerli ben tesi, legavano dei pesi al capo inferiore del filo.
Tra questi fili poi passavano un pezzo di legno, chiamato navetta o spola, a cui era legato il filo della trama (quello orizzontale).
Passavano il filo della trama in modo alternato tra i fili dell'ordito e creavano così, pian piano, il tessuto. |
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Il lino |
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L'uso delle fibre di lino per la tessitura risale a circa 10.000 (diecimila) anni fa.
Resti di reti da pesca in lino e capi di vestiario sono stati ritrovati in palafitte risalenti all'Età della Pietra.
Il lino cresce in ambienti molto diversi.
Un terreno abbastanza fertile o argilloso è quello più adatto alla coltivazione.
Dopo lo sradicamento della pianta, i fusti di lino vengono raccolti e messi ad essiccare.
Dopo l'essiccamento, se la pianta è coltivata per seme, il seme viene estratto per la produzione di olio e mangimi, oppure per la semina delle nuove piante.
Il lino da seme viene prodotto e raccolto nello stesso modo del grano.
Se la pianta del lino è coltivata per la fibra, i fusti vengono messi a macerare, lasciandoli sul terreno e sottoponendoli all'azione della pioggia e della rugiada, per permettere la separazione delle fibre dalla parte legnosa.
I fusti marciti vengono aperti e le fibre vengono separate dalla parte legnosa, ottenendo così fibre lunghe e diritte che formano la fibra tessile. |
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