La religione

I Veneti antichi consideravano gli elementi naturali come elementi sacri. 
Uno di questi elementi era l'acqua. Era considerata sacra ed era usata come oggetto di culto, infatti attorno ai santuari (=templi) c'era spesso un corso d'acqua. 
Un alto elemento sacro erano le piante. I Veneti antichi credevano che le piante fossero abitate da divinitą protettrici del luogo.

I Veneti adoravano pił di una divinitą, tra queste la principale era Reitia, chiamata anche Pora.
Reitia era la divinitą portatrice di salute, signora della natura, protettrice delle nascite e dea della fertilitą, per questo era venerata soprattutto dalle donne.
La dea Reitia č sempre rappresentata come una donna vestita con il tipico costume veneto: lo scialle, un'ampia gonna, gli stivali; in mano tiene la chiave per aprire la porta della vita nell'aldilą. Accanto a lei si trovano sempre rappresentati animali e piante.

I Veneti avevano costruito luoghi di culto (=luoghi dove andare a pregare) e santuari (=templi dedicati alle divinitą), sparsi in tutto il territorio da loro abitato.
Sia i luoghi di culto che i santuari erano sempre all'aperto, in ampi prati oppure nei boschi sacri. 
Essi erano sempre situati all'esterno delle zone abitate, vicino ai corsi d'acqua, a piccoli laghetti, alle fonti o alle sorgenti dei fiumi.
Lą i Veneti antichi andavano a compiere riti e a offrire doni per chiedere la protezione degli dči.

Un rito sacro era la libagione, che consisteva nell'offrire agli dei delle bevande, come vino, latte, miele e acqua.
A volte, compivano un rito durante il quale sacrificavano gli animali
Quando chiedevano la protezione, i Veneti offrivano agli dči acqua e doni: ex voto.
Gli ex voto erano oggetti in bronzo o in ceramica che si gettavano nelle acque sacre o si appendevano agli alberi. 
La forma degli ex voto dipendeva sempre dalla grazia che si chiedeva.